Lo scorso 6 dicembre  2005 l’Oikos ha inviato la  lettera seguente  a Prefetto e  Sindaco di Roma.
Stiamo aspettando una risposta, peraltro più volte sollecitata.

 

Oggetto: Emergenza alloggiativa a Roma.

 

In relazione all’emergenza alloggiativa nel Comune di Roma, nel contesto della quale appare particolarmente drammatica la situazione delle circa 150 famiglie che hanno simbolicamente occupato, in data 5 dicembre u.s., la Basilica di S.Giovanni in Laterano, la nostra organizzazione propone alla attenzione delle SS.LL la seguente soluzione, di facile praticabilità e senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione.

 

PREMESSO CHE :

1- Allorquando L’assessorato al demanio del Comune di Roma procedette alla privatizzazione del patrimonio immobiliare tracciò una divisione tra beni inalienabili, alienabili e spazi sociali da assegnare, ad un canone estremamente ridotto, a soggetti che svolgessero incarichi di utilità sociale.

2- Che gli “spazi sociali” consistono in circa 300 immobili di varie tipologie, per una valore immobiliare stimato tra i 50 e i 100 milioni di euro.

3- Che sono apparse, nell’assegnazione dei suddetti spazi, gravissime irregolarità, denunciate da alcune forze politiche e segnalate in maniera circostanziata, dalla nostra organizzazione, alla Magistratura romana.

4- Che è facoltà del Comune di Roma la revoca delle concessioni ove accertata l’assenza di attività di utilità sociale da parte dei soggetti beneficiari.

5- Che la nostra organizzazione, pur svolgendo numerosi incarichi di pubblica utilità, ivi compreso il ruolo di coordinamento e supervisione delle attività di prevenzione degli incendi a Roma, ha offerto al Comune, da più di quattro mesi, di acquistare l’immobile ove svolge le sue attività, in base al principio della necessità di rendere le organizzazioni no-profit quanto meno possibile onerose per le dissestate finanze comunali in campo sociale.

 

 SI SUGGERISCE :

 *   Che i soggetti beneficiari delle assegnazioni siano sottoposti ad immediata  verifica concernente l’aderenza delle proprie attività ai principi delle delibere comunale del 1995 e del 1996.

 *   Che vengano esclusi dai benefici tutti quei soggetti che, macroscopicamente risultino estranei ai suddetti principi.

 *   Che vengano esclusi dai benefici quei soggetti ai quali il Comune concede contributi finanziari tali da escluderne la condizione di necessità.

 *   Di proporre la vendita dell’immobile ai soggetti di cui al punto 2, 3.

 *  Di destinare sia gli spazi recuperati, sia le risorse finanziarie acquisite dalla vendita, alle famiglie in emergenza alloggiativa.

 

 Un quadro generale della situazione è visionabile alla pagina internet

http://consulenza.volontariato.org/centro1/news/demanio.htm

 

 Distinti saluti

                                                                                         Il Segretario

 Prof. Alfonso D’Ippolito

 

 

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