Il Giornale, Domenica 14 dicembre 2003  
Roma Cronaca - Spinaceto

di Giandomenico Mele

 

Rinviato lo sgombero dell’Oikos

L’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO SI OPPONE ALL'ORDINANZA DEL COMUNE

Non è stata informata prima la Prefettura

Lontano dalle fanfare di Tor di Nona, lontani dalle luci dei riflettori in stile mediatico veltroniano. Lo stesso giorno dello sgombero in centro storico andava in scena il flop di via Renzi a Spinaceto..
Mercoledì 10 dicembre: impiegati del terzo dipartimento, polizia municipale e componenti dell’Ufficio tecnico municipale si recano nei locali occupati dall’associazione di volontariato Oikos per procedere al rilascio dei locali.
Un vero peccato che mancasse il permesso  della Prefettura. Sgombero fallito. Ultimo tentativo per uno sfratto decretato con la determinazione dirigenziale del 26 novembre ’99. A prima vista una delle situazioni di illegalità che il sindaco ha deciso di combattere lancia in resta: ma certo a ben guardare distante anni luce da cosucce tipo le “okkupazioni” in stile Action. Si parla dei locali di primo piano di un asilo abbandonato che l’Oikos prese in consegna fin dal 1986 per svolgere un programma di volontariato e servizi sociali per conto del dodicesimo municipio. Stabile che i responsabili dell’Oikos dichiarano aver “salvato dal degrado visto che si era trasformato un in riparo per prostitute e tossicodipendenti”. Illegalità per illegalità, non proprio tra i rovi più spinosi nella campagna intransigente del Campidoglio. Senza contare che la procedura è stata messa in atto nonostante un ricorso dell’Oikos ancora pendente al Tar e un nuovo ricorso contro lo sgombero dei locali presentato dall’associazione e notificato all’Avvocatura del Comune lo scorso 2 dicembre.
Se a pensar male si fa peccato, lungi da noi cadere in tentazione. Certo sorgono due dubbi, che meriterebbero una dirimente risposta.
 Punto primo: per quale motivo non c’è la volontà di mettere in regola una struttura che esercita una funzione sociale di un certo rilievo?
 Punto secondo:come mai forzare la mano con un’azione di sgombero repentina senza avvertire neanche la Prefettura?
Dubbi che pesano come macigni, zavorrati dal fatto che il dodicesimo municipio già lo scorso anno aveva decretato la regolarizzazione della posizione dei volontari dell’Oikos invitando gli uffici comunali a predisporre  tutti gli atti idonei allo scopo.
A fine novembre Oikos ha inviato una richiesta circostanziata all’amministrazione capitolina al fine di riportare la questione nel recinto normativo costruito dalla disposizione comunale che regola l’assegnazione a uso sociale di spazi e strutture  di proprietà comunale.
“I locali interessano un’altra associazione per la formazione professionale di persone disagiate” svela sibillino il segretario dell’Oikos. Non rivela di più Alfonso D’Ippolito lasciando in sospeso il sospetto su interessi diversi da quello dalla legittima proprietà esercitata dal padrone Comune. Ma visto che c’è di mezzo il Tar sarebbe,forse,stato più utile che il Comune avesse tenuto un profilo leggermente più basso. Invece niente, almeno a giudicare delle parole dell’agguerrito D’Ippolito. ”La cosa più grave - spiega il segretario dell’Oikos - è che il Comune sia entrato nell’edificio rompendo i sigilli giudiziari. Poi ci condanna per un’occupazione abusiva".
Il Comune ha solo cercato di avanzare pretesti su lavori abusivi, ordinando infine il rilascio dei locali per “autotutela amministrativa”. Il che significa ordinanza di sgombero. Cosa non propriamente ortodossa, almeno a sentire i legali dell’associazione, poiché intervenuta all’interno di un procedimento amministrativo che avrebbe richiesto motivazione e tempi per comunicare le controdeduzioni. Infine c’è il dodicesimo municipio. Nell’aprile dell’anno scorso emanava una delibera in cui si chiedeva al Comune di procedere per il mantenimento dell’associazione  e invitava il terzo dipartimento a porre in essere gli atti idonei per regolamentarne l’occupazione. Niente da fare. E’ così che comincia a nascere nell’Oikos il sospetto di una congiura politica.”Ci hanno bloccato tutti i rimborsi spesa per le attività svolte - tuona D’Ippolito - Avevamo anche vinto un appalto pubblico per operatori nelle biblioteche, ma senza una sede è tutto inutile."
Vittime o inescusabili  occupanti abusivi?
Agli scranni del Tar l’ardua sentenza.

 

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