Il Giornale, Venerdì 21 novembre 2003
Roma Cronaca - Spinaceto

 di Emanuele Conti

 

 IL COMUNE SFRATTA I VOLONTARI OIKOS “SIAMO SCOMODI”

 

       “Un tentativo di sgombero pretestuoso. Di più: una mezza vendetta”. Alfonso D’Ippolito, segretario  dell’Oikos, non usa giri di parole per definire l’intervento del vigili urbani presso la palazzina a due piani di Via Paolo Renzi 55, sede dell’associazione. La municipale se è presentata ieri mattina a Spinaceto per intimare a quelli dell’Oikos di andarsene. Hanno 15 giorni di tempo. Non un minuto in più. A nulla sono valse le proteste di D’Ippolito: “ Non ci sentiamo abusivi. Siamo importanti per il terzo settore: facciamo informazione, consulenza, e altre attività di volontariato legate alle protezione ambientale e civile”. Eppure il Comune ha deciso di cacciarli. “ In realtà il contenzioso dura dal 1986 – spiega D’Ippolito –. Dopo la prima giunta Rutelli pareva che il Campidoglio dovesse regolarizzarci. Rientravamo nel piano d’assegnazione degli spazi sociale”. E invece: “ Nel 1999 abbiamo avuto la prima ordinanza di sgombero alla quale ci siamo opposti. Il ricorso al Tar è ancora pendente.”

Sul cambio d’orientamento, Enzo Minissi, presidente dell’Oikos, ha una sua teoria: “E’ iniziato contestualmente alle nostre denunce d’illeciti e di sprechi di finanziamenti commessi sotto Rutelli. Come abbiamo presole le distanze del centrosinistra sono arrivati i guai”. Al centro delle accuse dell’Oikos c’era la comunità Capodarco, un’associazione di volontariato, che, come spiega Minissi “passò improvvisamente da un pugno di finanziamenti pubblici all’anno, a centinaia di milioni”. Coincidenza: col tempo, Capodarco, che occupa il piano inferiore della palazzina di Via Renzi, è stata regolarizzata. Adesso quelli d’Oikos temono che dello sgombero approfitti proprio Capodarco. Una beffa completa. “Sarebbe una maniera per farla pagare ad un’associazione di volontariato non allineata – commenta Luca Panariello, presidente d’Azione Sociale, la federazione d’associazioni del terzo settore di cui l’Oikos fa parte –.  In Campidoglio dovrebbero riflettere: Oikos lavora con la Provincia e con la Regione. Buttarli fuori sarebbe un danno sociale enorme”. Sconsolato il commento di Vincenzo Piso, presidente della federazione romana d’An, partito vicino ad Azione Sociale: ”Non è possibile che in questa città l’unica sgombero che viene fatto è quello di un’associazione di volontario. E i centri sociali? E le occupazioni d’Action? Il Comune non se n’accorge?”. Piso crede che l’eventuale sgombero dell’Oikos sia ”un favore fatto agli amici degli amici”. E minaccia: “ Se occorre, porterò l’Oikos sotto le finestre del sindaco. Tutti i giorni. Fino a che questa vicenda non sarà risolta”.
 

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