IL GIORNALE, Sabato 7 maggio 2005 ROMA CRONACA

 

«Sfrattati dal Comune per il quale lavoriamo»

L’associazione Oikos subisce un tentativo di sgombero, i locali servirebbero a un’altra organizzazione

di MICHELA GIACHETTA

 

«Oikos» in greco vuol dire casa. È questo il nome dell’associazione di volontariato che, nei giorni scorsi, è stata oggetto di un tentativo di sfratto da parte del Comune. Tentativo che, al momento, è fallito. La storia di Oikos e della sua sede ha inizio nel 1986, quando il Campidoglio decide di assegnarle in maniera provvisoria un luogo in cui poter svolgere le attività di tutela ambientale e di valorizzazione delle diversità culturali. Il luogo, lo stesso di oggi, è nel XII Municipio, in via Renzi. Nel 1999 Oikos promuove un'istanza per regolarizzare la propria situazione in modo definitivo, ma viene rigettata. Al contempo viene emanata un'ordinanza di rilascio dei locali. L'associazione la impugna. Il Tar deve ancora pronunciarsi nel merito. Dal '99 al 2005 il Comune ha già tentato due volte di sfrattare Oikos. Ora siamo alla terza. Il problema, o meglio uno dei problemi, è che il Campidoglio ha riconosciuto alla stessa associazione, che ora vuole buttare fuori dai locali in cui si trova, una convenzione per tutto il 2005. «Lavoriamo per loro e loro ci sfrattano: è assurdo», è il commento di Alfonso D'Ippolito, responsabile di Oikos. «Avremmo però capito - continua D'Ippolito - se questo fosse servito a restituire la struttura alla sua precedente destinazione d'uso, ossia a una scuola, ma è intollerabile che si prodighi in atti esecutivi nei confronti di un'associazione solo per agevolarne un'altra». L'altro problema è che Oikos, secondo quanto da essa stessa riferito, viene sfrattata per lasciare subentrare in quegli stessi locali l'associazione, Comunità Capo d'Arco, che ha avuto le stesse difficoltà burocratiche. «In tema di assegnazioni, come al solito il Comune continua a usare due pesi e due misure», hanno commentato i consiglieri di An, Marco Marsilio e Fabrizio Ghera. «Siamo sicuramente a favore della legalità e contrastiamo le occupazioni abusive - continuano Marsilio e Ghera - ma non vorremmo che dietro la decisione di sgombero dell'associazione si celasse la posizione discordante dell'amministrazione di centro sinistra nei confronti della stessa Oikos». «Intendono regolarizzare chi era abusivo, rendendo abusivo chi non lo era - conclude D'Ippolito. L'abbiamo fatto presente al sindaco con una lettera. Speriamo la legga.»

 

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